|
|
 |
 |
|
Luca Signorelli, Battesimo di Cristo, Tempera su tavola, Arcevia, Collegiata di San Medardo Luca Signorelli, Polittico di San Medardo, 1507/1508, Olio su tavola, Arcevia, collegiata di San Medardo Giovanni Della Robbia, Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Girolamo, Terracotta invetriata, Arcevia, Chiesa di San Medardo Luca Signorelli, Madonna in trono col Bambino e i santi Giacomo Maggiore, Simone, Francesco e Bonaventura, 1508, olio su tavola, Milano, Pinacoteca di Brera
|
 |
 |
|
Al fine di riportare alla fruibilità dei cittadini e dei turisti un capolavoro assoluto del Rinascimento, voluto e commissionato nella città, nasce l’importante mostra dedicata alla Pala di Arcevia di Luca Signorelli (Cortona 1445 – 16 ottobre 1523), nel cinquecentenario della sua creazione.
Presentata da Vittorio Sgarbi, la mostra si svolge all’interno della Collegiata di San Medardo dove La Pala di Arcevia viene accolta e contornata da altre opere del Signorelli. Meravigliosi per esempio il Polittico di San Medardo, eseguito nel 1507, e il Battesimo di Gesù, firmato e datato 1508, altro suo capolavoro Arceviese. E non mancano altre opere magistrali come la Vergine dei miracoli, altare in maiolica invetriata di Andrea e Giovanni Della Robbia (1510–1513). La Pala di Arcevia si trova esposta in una speciale teca a clima controllato, per motivi conservativi e di sicurezza, mentre le altre opere presenti nella Collegiata sono allestite e illuminate con moderne tecniche, dopo essere state sottoposte ad un processo di pulitura e riconsolidamento. Si può ammirare inoltre la ripristinata Aula Capitolare con i suoi dipinti e completare la visita nelle sale dell’attiguo Museo Diocesano.
Sarà così possibile ricordare la plurisecolare ricorrenza anche in futuro, quando la Pala sarà restituita. Il restaurato Polittico “ultima indelebile impronta di Luca” insieme al Battesimo di Gesù, la migliore collocazione della Vergine dei Miracoli, l’Aula Capitolare e il Museo Diocesano, rimarranno infatti come testimonianze dell’avvenimento non più ripetibile.
|
|
|
 |
 |
|
Protagonista naturalmente è il capolavoro di Signorelli che torna nella città natale dopo 197 anni. Raffigurante la Madonna in Trono con i Santi detta Pala di Arcevia, l’opera venne commissionata al Signorelli da Giacomo di Simone Filippini, un maggiorente della allora Roccacontrada, per la cappella gentilizia della famiglia nella chiesa di San Francesco. L’opera cambiò però proprietari e luoghi nel corso dei secoli. Passati dagli eredi Filippini ad un antiquario romano verso il 1880, la cimasa, i quadretti della predella e i pilastri laterali emigrarono in modo diverso mentre la tavola centrale fu requisita durante il periodo napoleonico (1811) per arricchire la Pinacoteca imperiale di Milano.
Annoverato ed apprezzato tra i maggiori capolavori di Brera, la Pala di Arcevia, che è fra le opere più schiette del pittore, per l’attenuarsi dei contrasti luminosi e cromatici in una tenue luce diffusa e addolcente il plasticismo delle forme, potrà essere dunque ammirata eccezionalmente per più di sei mesi nella città che l’ha vista nascere.
|
|